Rubavano nelle auto dei turisti, cinque indagati

DESENZANO – Prendevano di mira soprattutto le auto dei turisti che per disattenzione o necessità lasciavano i loro effetti personali all’interno dell’abitacolo. A segno colpi anche nei centri commerciali.

Nell’ambito dell’attività d’indagine svolta dal Commissariato di Pubblica sicurezza di Desenzano del Garda, a seguito di diversi furti avvenuti nel territorio di questo comune a danno di autovetture in sosta sulla pubblica via, dalle quali venivano asportate valigie, borse, apparecchiature informatiche ed altro, sono stati indagati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Brescia, in ordine ai delitti previsti dagli artt. 624 (furto) e 625 del Codice Penale (furto aggravato), cinque soggetti di nazionalità italiana e di origine rom, componenti di due diversi gruppi criminali.

Il primo composto da marito e moglie domiciliati a Lonato del Garda, entrambi di 35 anni e con pregiudizi per reati contro il patrimonio, ed il secondo formato da padre di anni 66, figlio di anni 31 e fidanzata di quest’ultimo di anni 25, residenti a Bolzano ma di fatto domiciliati a Desenzano e con precedenti per reati contro il patrimonio.

I due sodalizi agivano autonomamente e prendevano di mira autovetture appartenenti nella maggior parte dei casi a turisti in villeggiatura o di passaggio che per disattenzione o necessità lasciavano i loro effetti personali all’interno dell’abitacolo.

Gli indagati dopo aver individuato l’auto da “colpire” ed aperto la portiera della stessa infrangendo il vetro, si impossessavano in pochi secondi degli oggetti in essa contenuti.

Le investigazioni svolte attraverso perquisizioni domiciliari, servizi di appostamento, analisi di filmati di videosorveglianza cittadina ed individuazioni fotografiche da parte di soggetti informati sui fatti e persone offese – spiegano al Commissariato – consentivano di acquisire importanti elementi in merito alla responsabilità dei predetti nei reati in questione. Nelle perquisizioni effettuate nelle dimore degli indagati veniva rinvenuta diversa refurtiva tra cui numerosi capi d’abbigliamento ancora muniti di etichetta con codice a barre da cui si risaliva ai vari punti vendita presso i quali la merce era stata sottratta illegalmente; tra essi figurano diversi negozi di centri commerciali della provincia”.

Per questa ragione i cinque sono stati inoltre indagati per il reato di ricettazione mentre la merce veniva restituita ai legittimi proprietari.

 

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