Legambiente per il Garda: “Ciclovia mai avallata”

LAGO DI GARDA - Legambiente chiarisce quelle che definisce "voci senza fondamento". L'associazione ambientalista: “Mai avvallata la Ciclovia del Garda”.

Legambiente mette un punto fermo rispetto alle dichiarazioni rilanciate in questi giorni sulla stampa trentina e non.

«Innanzitutto – si legge in una nota dell’associazione -, dal 2019 siamo stati coinvolti nel Tavolo Tecnico Operativo per la valutazione dei diversi Progetti di Fattibilità Tecnico ed Economica (PFTE) del Ministero delle Infrastrutture (allora MIMS) al quale partecipavano, oltre a tutti i soggetti istituzionali coinvolti e a Legambiente, anche la FIAB, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

Il tavolo ha contato inoltre sul supporto tecnico scientifico del Prof. Paolo Pileri del Politecnico di Milano (del quale avevamo riportato qui alcune considerazioni sull’opera), chiamato dal Ministero a condurre il Tavolo.

Ai numerosi incontri e osservazioni sui tratti in cui è stato possibile verificare il tracciato, in data 5 ottobre 2021 il tavolo ha formulato una serie di prescrizioni per le regioni Lombardia e Veneto e chiesto alla Provincia Autonoma di Trento di adottare gli stessi parametri e riferimenti emerse per le altre regioni, non avendo il Ministero competenza su Trentino Alto Adige.

Il tratto trentino della ciclovia, in galleria e a sbalzo, godeva da parte dei componenti del tavolo degli stessi dubbi di altre tratte. Tanto più che le conclusioni del Tavolo erano in modo particolare sull’ammissibilità al finanziamento del primo lotto di ciascun intervento regionale, con le indicazioni, nero su bianco nel verbale, di considerare all’atto del progetto di fattibilità dell’intero percorso le preoccupazioni espresse.

“L’inutile ridda di voci che si sussegue da qualche giorno fa intendere che la responsabilità di una ciclovia, progettata in altra sede, possa essere anche degli ambientalisti e in particolare di Legambiente. Se non si legge quanto indicato dal documento, riteniamo si diano interpretazioni affrettate e non corrispondenti al vero – dichiarano da Legambiente Lombardia e dal Circolo Per il Garda –. Abbiamo collaborato come tecnici al tavolo perché crediamo che le ciclovie siano strumenti interessanti per far crescere la cultura di un turismo e di una mobilità diversi. Certo, non ad ogni costo. Quello che invece non si capisce è perché, essendo uscite dal tavolo tecnico delle chiare  indicazioni queste non siano poi state osservate dagli enti preposti e nelle conferenze dei servizi. Le prescrizioni c’erano e ci sono. Perché non se n’è tenuto conto?».

 

 

I commenti sono chiusi.