Carpione, semina di speranza

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GARGNANO – Seminati nelle acque di Gargnano 1.100 esemplari di carpione. Una semina quasi simbolica, ma è un primo passo verso la salvaguardia della specie a rischio estinzione.

Il carpione (Salmo carpio) è il pesce di lago più raro e pregiato. Vive solo nelle acque del Garda. Solo qui e in nessun altro luogo al mondo! Si è tentato, senza esito, di immetterlo in altri laghi (Orta, Maggiore, Ledro, Varese, Como, Bolsena). Ma lui, evidentemente, si trova bene solo nel Benaco.

Se fino agli anni Settanta se ne pescava in gran quantità nelle acque più profonde del Benaco, oggi il carpione è praticamente introvabile. Solo casualmente, di tanto in tanto, un esemplare incappa nelle reti.

La specie, insomma, è in forte contrazione, tanto che, dal 2006, è considerato ‘in pericolo critico’, secondo la classificazione Iucn, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (leggi qui www.iucn.it/scheda).

Ma c’è un barlume di speranza. Il recupero del carpione è inevitabilmente legato alla possibilità di riprodurre lo stock ittico del Garda, come accade da tempo per il coregone. La buona notizia è rappresentata dal fatto che la riproduzione artificiale, molto difficile per una specie che vive in profondità, sta cominciando, dopo anni di tentativi e studi, a dare risultati concreti.

Primo passo per la tutela. I risultati ottenuti a oggi hanno consentito la prima semina di 1.000 esemplari di 5/7 centimetri (nati lo scorso inverno) e 100 esemplari di 18/20 centimetri (esemplari di circa due anni), avvenuta giovedì 26 novembre al largo di Gargnano.

“La semina – ha detto l‘assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava – rappresenta una tra le più importanti operazioni nella storia delle attività ittiogeniche del Garda – ed è il primo passo fondamentale per sostenere e salvaguardare il carpione del Garda».

Sfida per il ripopolamento. «La scelta è stata proprio quella di lanciare con questo esperimento la sfida al ripopolamento – ha sottolineato l’assessore – : abbiamo circa 40mila esemplari pronti a essere immessi nel lago. Oggi abbiamo avviato questa sperimentazione per verificare il livello di accettabilità delle acque di questi pesci; sul carpione c’è un’antica tradizione che noi vogliamo torni ad essere tale». Per la tutela e conservazione di questo importante endemismo, tra il 2011 e il 2013 si è svolto un progetto finanziato da Regione Lombardia per sostenere le prime attività sperimentali di allevamento presso il centro ittiogenico del Garda a Desenzano, e presso un incubatoio ittico di valle a Tremosine.

Carpione del Garda
La semina ha avuto luogo al largo di Gargnano, in un’area di frega naturale antistante la località San Giacomo.

L’immissione è stata effettuata in un’area di frega naturale della specie, antistante il comune di Gargnano, in località San Giacomo, con l’aiuto di tecnici supportati da Polizia Provinciale, pescatori di professione e un gruppo di subacquei della Fipsas di Brescia.

La troticoltura Foglio. I giovani esemplari di carpione liberati nel Garda provengono dall’incubatoio di Ponte Caffaro, gestito dalla Troticoltura Foglio, dove nell’estate 2015 si è riusciti ad ottenere – risultato straordinario perché la specie è difficilissima da riprodurre in cattività – 7.600 carpione e 41mila uova. L’obiettivo è seminare, nel giro di un paio d’anni, almeno 500mila esemplari.

Carpione avannotti
Avanotti di carpione nella vasche della Troticoltura Foglio di Ponte Caffaro.

Ricordiamo che proprio nei giorni scorsi le Provincie di Brescia e Verona hanno emesso il decreto che istituisce il divieto di pesca e detenzione della specie carpione (salmo carpio) nel lago di Garda per tutelare la specie (leggi qui la notizia).

I controlli non mancheranno, attraverso la polizia Provinciale, sulle diverse sponde. Resta e permane anche il divieto di pesca dell’anguilla. “Per il resto – conclude Fava – la qualità del pesce di lago è straordinaria”.

Carpione del Garda
L’assessore regionale Fava mentre effettua la “semina” simbolica del carpione.

Questo salmonide è apprezzato dai buongustai da secoli. Protetto dalla Repubblica di Venezia con un apposito decreto che ne vietava la cattura durante il periodo della frega (evento straordinario per quei tempi, che testimonia l’importanza del prezioso salmonide), veniva servito nei banchetti pubblici come piatto d’onore. Le cronache narrano che nel giugno del 1489 l’imperatore Federico III d’Austria, ospite della Serenissima a Lazise, ogni giorno chiedeva che alla sua mensa fosse servito il carpione. Il poeta romantico Heinrich Heine scrisse: «Restare senza carpioni è una grande disgrazia, la più grande dopo quella di perdere la coccarda nazionale».

Carpione del Garda
Esemplari di carpione da 18/20 centimetri mentre vengono rilasciati nel Garda.

La leggenda dell’origine del carpione. Più dì una leggenda contorna l’origine del carpione. Questa è la più ricorrente sul Garda. Un giorno il dio Saturno giunse presso le acque del Benaco. Stanco di peregrinare, chiese ad alcuni pescatori il transito sull’isola che sorgeva in mezzo al lago, per riposarsi. Questi dapprima acconsentirono, ma quando furono in acqua, minacciarono di annegare il dio se non avesse consegnato la borsa d’oro che teneva con sé.

“Siate maledetti!” – sbottò irato Saturno colpito da tanta avidità, “Avrete l’oro che tanto acceca il vostro spirito, ma lo cercherete sul fondo del lago e sarà in eterno il cibo di cui vi pascerete”. Pronunciata la minaccia, tosto il più malvagio di loro, un omaccio di nome Carpio, si vide spuntar le pinne, allungare la bocca, ingrossare gli occhi. Trasformato di punto in bianco in pesce, non trovò di meglio che rifugiarsi in acqua, subito seguito dai compagni che lo avevano imitato nella metamorfosi. Fu così che ebbero origine i carpioni, dal nome del loro capo Carpio, e tuttora si dice che si cibino di arene d’oro che avidamente cercano sul fondo del Garda.

Carpione del Garda
Carpioni adulti d’allevamento. Riuscire a farli riprodurre in cattività è un risultato conseguito da anni.
Carpione del Garda
Un esemplare adulto allevato in cattività.

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